Andrea Pozzo - L'illusione della realtà

andrea pozzoUn artista e la sua ossessione per la costruzione prospettica dello spazio, la grande stagione del barocco romano, le grandi imprese artistiche realizzate da Pozzo a Roma, Vienna, Trento.  Un documentario raccontato in prima persona e girato immergendosi nelle città contemporanee per riportare nel presente la voce del grande artista trentino. Una riscoperta del suo lavoro compiuta avvalendosi della partecipazione di alcuni tra i più importanti studiosi dell'artista gesuita.
 

Sidelki/Badanti

sidelki/badantiRacconta la storia di un’immigrazione silenziosa, quella delle migliaia di donne dell’est Europa che, per necessità primarie o per accedere a un nuovo tenore di vita, lasciano con grande coraggio ed estremo sacrificio le proprie terre, i propri figli e mariti per cercare lavoro in Italia. Il documentario cerca di stabilire una relazione che colga lo spessore dei sentimenti, delle motivazioni e dei bisogni che sono all’origine delle scelte radicali compiute da queste donne.
 

L'ora azzurra dell'ombra

l'ora azzurra dell'ombraIl film-documentario ripercorre, attraverso la testimonianza di alcune emiche, la vita e l’opera di Nedda Falzolgher, la più importante voce poetica del Novecento trentino. Nata nel 1906 a Trento, trascorse tutta la vita bloccata su una sedia a rotelle a causa dei devastanti effetti di una grave poliomielite contratta da bambina. Questo non le impedì di dedicarsi alla scrittura, attraverso la quale riuscì in qualche modo a compensare la sua difficile condizione. Il talento fuori del comune e le qualità umane di Nedda la fecero in breve tempo diventare una sorta di punto di riferimento per l’ambiente letterario trentino degli anni Trenta e la sua casa di via Canestrini diventò il luogo dove giovani poeti e letterati si incontravano per discutere e confrontarsi.
Nedda muorì nel 1956, a soli 50 anni, lasciando dietro di sé un’eredità letteraria e umana di eccezionale valore.
 

Arte e società

arte e societàIl filmato rientra in un progetto che punta ad analizzare il rapporto dinamico fra le evoluzioni della società e il fare artistico che tali evoluzioni ha accompagnato. In questo episodio (che in realtà corrisponde al settimo capitolo della serie) è preso in considerazione il periodo del Concilio di Trento. Pietro Marsilli, storico dell’arte, tratteggia un affresco ricco e suggestivo del periodo commentando prestigiose residenze nobiliari, dipinti, oggetti, abitudini e contesti vari che ci restituiscono un immagine complessiva di quel periodo.
 

Il Grido

il gridoE’ la vera storia di Pippo Delbono, attore e regista che per il teatro ha scelto di “tradire” l'amico Vittorio, al quale dedica il film. Metà piéce e metà documentario, “Grido” racconta, per voce dello stesso autore, gli anni di abusi che gli hanno causato una malattia incurabile, quella della mente. Ma l’attore non si è dato per vinto e ha trovato la salvezza attraverso un uomo ridotto in uno stato peggiore del suo, un “pazzo” rinchiuso in manicomio vero, fino al giorno in cui – alla fine degli anni ’90 – è stato finalmente liberato. Da allora Bobò vive con Delbono ed è protagonista di sei spettacoli del regista e, quando il pubblico applaude, lui torna in scena per prendersi l’affetto perduto. Il grido è quello che non uscirà mai dalla sua bocca (Bobò è sordomuto): è il grido dei reietti, degli emarginati, ai quali basterebbe “l'abbraccio adulto in un silenzio scenico visibile”, come canta Paolo Conte nel brano che scorre sui titoli di coda.